Zen, un esordio sul ghiaccio sottile dell'adolescenza

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Zen, un esordio sul ghiaccio sottile dell'adolescenza

L’adolescenza, ovvero la delicata fasein cui ci sembra di essere in difficile equilibrio su una lastra di ghiaccio sottile. L’esordiente Margherita Ferri ha scritto e diretto con evidente amore la storia di crescita di un’outsider, una ragazza fuori dal gruppo, vittima di bullismo e piena di dubbi sulla sua identità sessuale. “Brutta lesbica”, le urlano i suoi coetanei con cui condivide la passione per l’hockey, e poco altro, nel paese in cui vive nella provincia modenese di montagna. Si chiama Maia, ma guardandosi allo specchio si sente Zen, un ragazzo. 

Sviluppato attraverso il lodevole programma della Mostra di Venezia, Biennale College, passando fra gli altri per una menzione al Solinas, per il Torino Film Lab e per Alice nella città, Zen sul ghiaccio sottile è una nuova uscita di questo fine settimana che dimostra un passo avanti del nostro cinema. La varietà di storie e ambientazioni è, infatti, una delle note liete degli ultimi anni, anche per quanto riguarda le opere prime, per troppi anni sviluppate con il freno a mano tirato, autocensurandosi per piacere alle stanche commissioni del ministero. Il merito è, anche, di realtà come Biennale College che permettono di sviluppare storie promettenti e di girarle a basso costo.
Finalmente, poi, arrivano degli esordi firmati da giovani in senso oggettivo, non secondo i parametri sclerotizzati italiani. Margherita Ferri è nata nel 1984 e si è formata al Centro sperimentale e a UCLA.

Zen sul ghiaccio sottile è un coming of age piuttosto tradizionale, proposto con una serie di simbolismi che ruotano intorno alla precarietà, mettendo a confronto due ragazze molto distanti come la scontrosa Maia, vessata e irritabile, e Vanessa, classica bella ragazza che ha successo nel gruppo. Due mondi che imparano a conoscersi un po’ meglio quando Vanessa chiede a Maia di stare per un po’ nel suo rifugio d’alta montagna. Un legame che rischia di scombinare i rigidi preconcetti di una piccola realtà di provincia, mettendo alla prova le due stesse ragazze: saranno o meno capaci di seguire il proprio istinto, a costo di creare disagio intorno a loro?

Con poche parole, molto freddo e fin troppe metafore, la Ferri presenta due protagoniste senza giudicarle, circondandole di quel calore che l’inverno in quota e una società autistica non riesce a dare a Vanessa e a Maia, sempre più convinta di essere solo Zen. Eleonora Conti, esordiente assoluta, le dona ribellione e fragilità, mentre i lineamenti delicati di Susanna Acchiardi ben si prestano alla figura apparentemente decisa, ma in realtà spaurita, di Vanessa.



Mauro Donzelli
  • giornalista cinematografico
  • intervistatore seriale non pentito
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